Statuto

 

CamMiNo – Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni

STATUTO

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TITOLO I (FINALITA’)

Art. 1 – Denominazione e finalità dell’associazione

CamMiNo – Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni (d’ora in poi denominata anche CamMiNo) è un’associazione di avvocati e di praticanti avvocati che operano prevalentemente nel settore della tutela dei diritti della persona, in particolare di età minore, e delle relazioni familiari. Ha sede nazionale in Roma, in luogo stabilito con apposita delibera dal Consiglio Direttivo -che verrà comunicata e resa conoscibile ai terzi con le opportune modalità- e sedi territoriali da costituire su domanda di almeno 5 soci del territorio con delibera del Consiglio Direttivo. L’associazione non ha fini di lucro e assicura la gratuità della propria offerta formativa, salva la possibilità di richiedere ai partecipanti il rimborso delle spese sostenute per l’organizzazione delle attività formative. CamMiNo ha come fine associativo:

  • la promozione del profilo professionale, la formazione e l’aggiornamento specialistico dei propri soci nelle aree del diritto della persona, di famiglia, delle relazioni familiari e minorile e di quanto strumentale e collegato, anche attraverso corsi di formazione continua e incontri periodici;
  • la promozione del profilo professionale, la formazione e l’aggiornamento specialistico degli operatori nelle aree del diritto della persona, di famiglia, delle relazioni familiari e minorile e di quanto strumentale e collegato, anche attraverso corsi di formazione continua e incontri periodici;
  • l’Associazione si avvale di strutture organizzative e tecnico scientifiche idonee ad assicurare adeguati livelli di qualificazione professionale ed il relativo aggiornamento professionale curando un continuo e proficuo scambio con la dottrina, con la magistratura e con gli altri operatori del settore. Si avvale, inoltre, di strutture e strumenti telematici e multimediali per assicurare livelli formativi omogenei dei soci sul territorio. Inoltre, l’Associazione potrà rilasciare, se previsto dalla normativa tempo per tempo vigente e alle condizioni ivi previste, attestati anche di competenza professionale;
  • la sensibilizzazione sulle tematiche della giustizia e della professione forense, con particolare riferimento ai principi di responsabilità e solidarietà sociale nell’area attinente il diritto della persona, della famiglia, delle relazioni familiari e minorile e la tutela dei soggetti vulnerabili;
  • lo studio, la ricerca, la divulgazione e la formazione del diritto della persona, di famiglia, delle relazioni familiari e minorile promuovendone le riforme con particolare riferimento ai mutamenti sociali in corso ed all’evoluzione in senso multietnico della società civile;
  • la promozione e la tutela dei diritti delle persone, soprattutto dei soggetti vulnerabili, quali -a titolo esemplificativo- donne vittime di violenza, persone in età evolutiva, terza e quarta età, fine vita, migranti, persone con bisogni speciali, nell’ambito della famiglia, delle relazioni familiari e delle formazioni sociali nelle quali si svolge la loro personalità per l’effettività dei principi di uguaglianza, pari dignità sociale delle persone nonché di inclusione ed attenzione alla società multietnica e al pluralismo culturale;
  • lo studio e la divulgazione delle indicazioni europee (degli organismi dell’Unione Europea, della Corte di Giustizia e della Corte Europea dei Diritti Umani) e del diritto convenzionale.

Per il raggiungimento degli scopi associativi CamMiNo interagisce con le Istituzioni e con le altre associazioni e professionalità a vario titolo interessate alle problematiche della persona, della famiglia, delle relazioni familiari e dei minorenni. L’Associazione curerà la formazione anche interdisciplinare dei propri soci, secondo le indicazioni europee valevoli per il settore persona- famiglia-minori, e il confronto formativo anche con altri operatori del settore. 
Per il raggiungimento dei propri fini, l’Associazione potrà assumere ogni opportuna iniziativa e, tra l’altro, promuovere incontri, gruppi di studio e approfondimento, dibattiti, manifestazioni, convegni, corsi di formazione anche continua seminari e gruppi di studio, pubblicazioni anche periodiche, svolgere attività editoriale di ogni genere, compresa quella multimediale. L’associazione cura anche con aggiornamenti periodici e con appositi incontri la formazione dei propri soci. L’Associazione potrà reperire, sia in Italia che all’estero, presso privati o Enti pubblici, le risorse finanziarie necessarie al raggiungimento dei suoi fini.

 

TITOLO II (COMPOSIZIONE)

Art. 2 – Associati

L’Associazione è composta da:

  1. soci ordinari;
  2. soci onorari.

Per diventare “soci ordinari” occorre presentare domanda, compilando l’apposita scheda on-line o cartacea. La domanda di iscrizione si considera accettata decorsi 10 gg. dalla sua presentazione, salvo diversa comunicazione.

La richiesta e la successiva ammissione implicano l’incondizionata accettazione del presente Statuto, del Codice Etico e dei Regolamenti approvati dall’Assemblea e/o dal Consiglio Direttivo tempo per tempo vigenti.

Possono essere soci ordinari gli avvocati ed i praticanti avvocati che operano prevalentemente nel settore di cui all’art. 1 e che si riconoscono nelle finalità dell’Associazione, condividendone la metodologia, come specificata nel presente statuto e nel codice etico.

Sono soci onorari di diritto gli ex presidenti dell’Associazione e coloro che potranno essere indicati dal Consiglio Direttivo per particolari meriti professionali e/o scientifici nel settore di cui all’art. 1.

 

Art. 3 – Non ammissione ed esclusione dei Soci

E’ causa di non ammissione e di esclusione l’aver assunto comportamenti o posto in essere atti o attività che contrastino con le finalità e/o il buon nome dell’Associazione a giudizio del Consiglio Direttivo. Il socio escluso può ricorrere al Collegio dei Garanti avverso il provvedimento di esclusione, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del provvedimento. E’ causa automatica di esclusione il mancato versamento della quota associativa per cinque esercizi consecutivi.

La perdita per esclusione delle qualità di associato non comporta l’insorgere di alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione da parte dell’escluso e dei suoi aventi causa e non dà diritto alla restituzione della quota associativa.

Ogni socio ha facoltà di recesso presentando al Consiglio Direttivo le dimissioni. La perdita della qualità di socio comporta la decadenza da ogni carica associativa.

 

Art. 4 – Quote associative

I soci ordinari sono tenuti al versamento delle quote associative d’iscrizione annua nella misura e con le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo Nazionale alla sede nazionale e dal Consiglio Direttivo territoriale a quella territoriale.

La quota associativa è intrasmissibile -ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte- e non rivalutabile.

La quota d’iscrizione è dovuta all’atto dell’iscrizione e il pagamento va rinnovato di anno in anno mediante bonifico bancario provvedendo alla procedura di iscrizione on-line entro il termine indicato dal Consiglio Direttivo.

 

Art. 5 – Contributi volontari

Gli associati possono contribuire al finanziamento dell’Associazione per il raggiungimento dei suoi scopi anche mediante contributi volontari.

 

Art. 6 – Diritti degli associati

L’appartenenza all’Associazione, fermo restando il versamento della quota associativa, è gratuita in quanto non dà luogo a compensi e conferisce diritto all’associato:

  • di partecipare alle attività promosse dall’Associazione;
  • di proporre al Consiglio Direttivo attività nell’ambito degli scopi dell’Associazione.

Tutti gli associati ordinari, in regola con il versamento della quota associativa annuale, nonché i soci onorari, hanno diritto di partecipare alle assemblee; i soci ordinari con diritto di voto. Tutti i soci che abbiano maturato almeno un anno di iscrizione all’Associazione, che siano in regola con il pagamento della quota associativa alla data dell’assemblea per la nomina della Commissione elettorale e nei confronti dei quali non si sia deliberato in ordine a cause di esclusione di cui all’articolo 3 del presente Statuto, godono di elettorato passivo rispetto a tutte le cariche del Direttivo Nazionale e della Sede territoriale di appartenenza nel rispetto della pari opportunità tra i generi.

 

Art. 7 – Obblighi degli associati

L’appartenenza all’Associazione obbliga l’associato:

  • al mantenimento dei requisiti che determinano l’ammissione e la non esclusione dall’Associazione;
  • ad osservare le norme statutarie, il Codice Etico, i regolamenti associativi nonché le delibere dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  • a versare nei termini stabiliti la quota sociale annuale;
  • a favorire e sostenere le iniziative promosse dall’Associazione;
  • a collaborare con la sede nazionale e la sede territoriale di appartenenza per le attività deliberate.

 

Art. 8 – Organizzazione

Per il raggiungimento degli scopi di cui all’articolo 1 del presente Statuto, CamMiNo opera attraverso la Sede nazionale che, tramite i suoi organismi espressione delle sedi territoriali, coordina l’attività di queste e dei Coordinamenti regionali.

Le sedi territoriali vengono costituite su domanda di almeno cinque soci appartenenti ai Consigli dell’Ordine dello stesso Distretto. Fino a che non è costituita la sede, il socio può optare se aderire alla sede territoriale limitrofa o al nazionale. Organo di governo ne è il Consiglio direttivo territoriale, eletto a seguito di assemblea della singola sede, su base democratica in base al Regolamento elettorale tempo per tempo vigente.

Nelle Regioni nelle quali vi siano almeno tre sedi, le stesse, nelle persone dei loro Presidenti, indicano alla sede Nazionale un coordinatore per i rapporti con le Autorità su base regionale e distrettuale o interdistrettuale.

 

TITOLO III (ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE)

Art. 9 – Organi dell’Associazione

Gli organi dell’Associazione sono:

  1. l’Assemblea Generale dei Soci;
  2. il Consiglio Direttivo e la Giunta esecutiva;
  3. il Presidente e il Comitato di Presidenza;
  4. il Collegio dei Garanti;
  5. la Commissione Elettorale.

 

Art. 10 – Assemblea

L’Assemblea è sovrana. Viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo nazionale, mediante idonee forme di pubblicità anche tramite Internet ed e-mail almeno 30 giorni prima della data stabilita dal Consiglio; della convocazione sarà data idonea pubblicità. L’Assemblea viene convocata almeno una volta l’anno, entro il mese di dicembre. L’Assemblea può essere convocata anche su richiesta di almeno un terzo degli associati aventi diritto al voto o da almeno cinque membri del Consiglio Direttivo nazionale. Sono di competenza dell’Assemblea:

  1. l’elezione dei componenti elettivi del Consiglio Direttivo, nonché dei membri supplenti, nelle forme previste dal Regolamento Elettorale;
  2. l’approvazione della relazione annuale del Presidente del Consiglio Direttivo sull’attività e sulla gestione dell’Associazione;
  3. l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo annuali;
  4. l’elezione dei componenti il Collegio dei Garanti;
  5. l’elezione dei componenti la Commissione Elettorale;
  6. l’Assemblea è, inoltre, competente a deliberare i Regolamenti e le modifiche al presente Statuto ed ai Regolamenti stessi, nonché lo scioglimento dell’Associazione, con la maggioranza specificata nel successivo art. 12.

L’Ordine del Giorno dell’Assemblea è stabilito dal Consiglio Direttivo e deve essere indicato nell’avviso di convocazione.

 

Art. 11 – Composizione dell’Assemblea

Hanno diritto a partecipare all’Assemblea, con diritto di voto, tutti gli associati in regola con il versamento delle quote associative; possono essere presenti anche i soci onorari.

Ogni associato ha diritto ad un voto, che può essere dato anche per delega conferita ad altro associato.

Ogni associato con diritto di voto non può avere più di trenta deleghe salvo quanto previsto nel successivo art.12.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di suo impedimento, dal Vice Presidente.

Delle sedute dell’Assemblea viene redatto verbale.

I verbali dell’Assemblea e le delibere sono a disposizione degli associati nella sede dell’associazione. Gli associati hanno diritto di consultarli e, a loro richiesta, di riceverne copia.

I bilanci preventivo e consuntivo approvati dall’Assemblea, verranno pubblicati nell’area riservata ai soci.

 

Art. 12 – Costituzione dell’Assemblea e votazioni

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà dei soci aventi diritto di voto, che abbiano provveduto al pagamento della quota associativa almeno 10 gg. prima della data fissata dell’assemblea. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Per modificare lo Statuto e per lo scioglimento dell’Associazione occorre la presenza di almeno 2/3 dei soci aventi diritto di voto.

Gli associati possono delegare altri associati a partecipare all’Assemblea e a votare in loro nome e per loro conto. Le deleghe debbono pervenire almeno 10 gg. prima della data fissata dell’assemblea. Il numero delle deleghe che possono essere affidate a ogni associato non può essere superiore a trenta.

 

Art. 13 – Consiglio Direttivo nazionale e Giunta Esecutiva

Il Consiglio Direttivo nazionale è composto da 9 membri elettivi e dai Presidenti delle Sedi territoriali. I componenti elettivi sono eletti dall’Assemblea nazionale. L’Assemblea elegge anche tre membri supplenti. I componenti durano in carica tre anni dalle rispettive elezioni. I Presidenti delle sedi territoriali e i relativi direttivi sono eletti dalle Assemblee territoriali. Le elezioni avvengono nei modi previsti dal Regolamento vigente. I componenti possono essere rieletti. Il Consiglio Direttivo nazionale, tre mesi prima della scadenza -oppure in caso il numero dei Consiglieri eletti diventi inferiore a 7 per quello nazionale- convoca l’assemblea nella quale viene nominata una Commissione Elettorale ai fini dell’elezione dei componenti del Consiglio medesimo. La Commissione Elettorale dura in carica fino all’espletamento di tutte le operazioni elettorali come previsto nell’apposito Regolamento e viene eletta in seno all’Assemblea all’uopo convocata.

Se non vi sono candidati, viene nominata dal Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo nazionale ha le competenze di cui alla legge ed al presente Statuto ed in particolare:

  • nomina e revoca il Presidente e i Vicepresidenti, scelti fra i suoi membri;
  • fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di esecuzione e controlla l’esecuzione stessa;
  • decide sulle spese associative;
  • stabilisce l’importo della quota associativa annua;
  • decide sulle attività dell’Associazione e sulla sua collaborazione con i terzi;
  • approva convenzioni, accordi e contratti da stipulare tra Associazione e terzi;
  • delibera le azioni di spesa; approva i bilanci preventivo e consuntivo da presentare all’Assemblea;
  • indica i soci onorari;
  • stabilisce il numero dei componenti della Giunta esecutiva e li nomina con rispetto dei criteri di rappresentanza delle aree territoriali;
  • può nominare i membri del Comitato Scientifico ai sensi del successivo art.18;
  • coordina le attività delle sedi territoriali.

Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente, che ne stabilisce l’Ordine del giorno, o su richiesta di almeno quattro Consiglieri. In questo caso la convocazione dovrà essere fatta dal Presidente entro sette giorni dalla richiesta. In difetto, provvedono direttamente i Consiglieri richiedenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide se regolarmente convocate e se è presente la maggioranza dei Consiglieri. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Delle riunioni del Consiglio Direttivo viene redatto verbale a cura del Segretario o, in sua assenza, di un segretario sostituto nominato di volta in volta dal Presidente.

I verbali del Consiglio Direttivo sono a disposizione degli associati che hanno diritto di consultarli e se lo desiderano di riceverne copia presso la sede.

In caso di dimissioni, il Consigliere è sostituito dal primo dei Consiglieri supplenti. Nel caso il numero dei Consiglieri elettivi scenda sotto il numero di sette si dovrà convocare l’Assemblea per l’elezione dei Consiglieri mancanti. La Giunta esecutiva si riunisce periodicamente al fine di coadiuvare Presidente e Comitato di Presidenza nell’esecuzione delle delibere del Consiglio Direttivo. Le riunioni sono convocate dal Presidente, su Ordine del Giorno comunicato ai Componenti. Delle sedute della Giunta Esecutiva è redatto verbale a cura del Segretario dell’associazione. I verbali della Giunta Esecutiva sono messi a disposizione dei Componenti il Consiglio Direttivo.

 

Art. 14 – Presidente e il Comitato di Presidenza 

Il Presidente del Consiglio Direttivo nazionale rappresenta l’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio e ha le seguenti attribuzioni e competenze:

  • promuove e coordina tutte le attività dell’Associazione;
  • presiede le riunioni del Consiglio nazionale e dell’Assemblea;
  • nomina il Segretario e il Tesoriere;
  • mantiene i rapporti con persone fisiche e giuridiche per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;
  • relaziona annualmente all’Assemblea sull’attività svolta dall’Associazione nell’anno precedente e sulle linee programmatiche dell’anno successivo deliberate dal Consiglio Direttivo;
  • ha facoltà di stipulare, con firma singola, convenzioni, atti e contratti per conto dell’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo;
  • previa delibera del Consiglio Direttivo apre, chiude, movimenta conti correnti bancari per l’amministrazione dei beni mobili o immobili, può richiedere affidamenti bancari, assumere obbligazioni, richiedere e riscuotere finanziamenti per conto dell’Associazione.

Il Presidente può delegare i Vice Presidenti, altri Consiglieri o terzi allo svolgimento di determinate funzioni.

Il Comitato di Presidenza è composto di diritto dai componenti la Vicepresidenza, dal Segretario e dal Tesoriere, oltre che da eventuali altri componenti designati per alcuni argomenti o per alcune aree.

Il Comitato di Presidenza delibera sulle materie delegate dal Consiglio Direttivo con apposita delibera. Le delibere assunte devono essere comunicate ai componenti il Consiglio Direttivo nazionale.

I verbali delle riunioni del Comitato di Presidenza sono messi a disposizione dei componenti il Consiglio Direttivo nazionale.

 

Art. 15 – Vice Presidenza

La Vice Presidenza è composta da una o più persone scelte dal Consiglio Direttivo nazionale tra i suoi componenti. Sostituisce il Presidente in caso di impedimento temporaneo o permanente; in caso di impedimento permanente del Presidente, il Vicepresidente anagraficamente più anziano convocherà al più presto il Consiglio Direttivo per l’elezione di un nuovo Presidente.

 

Art. 16 – Segretario

Il Segretario cura la redazione dei verbali del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea; è responsabile della loro conservazione e della loro messa a disposizione degli Associati che ne facessero richiesta. Cura l’aggiornamento del libro soci e le comunicazioni dell’associazione, in collaborazione con il Presidente.

 

Art. 17 – Tesoriere

Il Tesoriere cura l’attività amministrativa dell’Associazione. E’ responsabile della tenuta dei libri contabili e redige il bilancio preventivo e consuntivo annuale da sottoporre al Consiglio Direttivo e all’ Assemblea per l’approvazione.

 

Art. 18 – Collegio dei Garanti

Il Collegio dei Garanti è composto di tre associati eletti ogni tre anni dall’Assemblea. Il Collegio nella prima riunione indetta dal Presidente del Consiglio Direttivo, sceglie al proprio interno un Presidente, che convocherà le successive riunioni del Collegio.

Tutte le eventuali controversie tra associati e Consiglio Direttivo verranno sottoposte al Collegio dei Garanti che giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura. E’ escluso il ricorso ad ogni altra giurisdizione.

Ha anche funzioni consultive per il Consiglio Direttivo su tutti gli argomenti per i quali il Consiglio Direttivo ritiene opportuno sentirne il parere. Deve essere sentito dal Consiglio Direttivo in caso di esclusione o sospensione dell’associato.

 

Art. 19 – Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico ha funzioni consultive del Consiglio Direttivo, a richiesta di quest’ultimo. E’ composto da un numero dispari di membri, scelti dal Consiglio Direttivo, da individuarsi tra personalità di rilievo scientifico che professionalmente operano nei settori del diritto minorile e di famiglia e nelle discipline ad essi collegate e richiamate nell’art.1 del presente Statuto. Ne fanno inoltre parte di diritto il Presidente uscente e quello pro-tempore del Consiglio Direttivo nazionale.

Il Comitato Scientifico decade contestualmente al Consiglio Direttivo nazionale.

 

Art. 20 – Gratuità delle cariche

Le cariche ricoperte nell’Associazione sono svolte a titolo gratuito e il loro svolgimento non può dar diritto ad alcun compenso, a nessun titolo e sotto nessuna forma.

 

TITOLO IV (COSTITUZIONE, ORGANI, FUNZIONAMENTO E CHIUSURA SEDI TERRITORIALI E ALTRE NORME)

Art. 21 – Sedi territoriali

Ogni sede territoriale, costituita ai sensi dell’art. 1 del presente Statuto, ha un proprio Consiglio Direttivo composto da presidente, vicepresidente, tesoriere e segretario, eletti tra i soci territoriali in regola con il pagamento della quota associativa dall’assemblea dei soci territoriali. I componenti del Consiglio Direttivo della sede territoriale durano in carica tre anni e possono essere rieletti.

I Presidenti delle sedi territoriali e i relativi direttivi sono eletti dalle Assemblee territoriali.

Le elezioni avvengono nei modi previsti dal Regolamento vigente.

I componenti possono essere rieletti.

Il Consiglio Direttivo territoriale, tre mesi prima della scadenza – oppure in caso il numero dei Consiglieri in carica diventi inferiore a 3 convoca l’assemblea.

L’assemblea dei soci territoriali si riunisce almeno una volta l’anno per deliberare l’attività della sede su convocazione del Presidente territoriale, mediante idonee forme di pubblicità anche tramite internet ed e-mail, almeno 10 gg. prima della data stabilita. L’assemblea può essere convocata anche su richiesta di almeno 1/3 degli associati della sede territoriale o da due membri del Consiglio Direttivo territoriale. Hanno diritto a partecipare all’assemblea con diritto di voto tutti i soci ordinari in regola con il pagamento della quota associativa. Ogni associato ha diritto ad un voto che può essere dato anche per delega conferita ad altro associato. Ogni associato non può avere più di 5 deleghe. L’Assemblea è presieduta dal Presidente territoriale. Delle sedute dell’Assemblea viene redatto verbale da parte del Segretario territoriale. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti e con la presenza di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero di intervenuti. Per optare per l’autonomia patrimoniale e per la richiesta di scioglimento della sede territoriale occorre la presenza di 2/3 degli associati.

Se la sede ha optato per l’autonomia patrimoniale, l’assemblea deve approvare annualmente il bilancio preventivo e consuntivo.

L’Assemblea territoriale elegge il Consiglio direttivo della sede secondo il Regolamento elettorale tempo per tempo vigente.

Il Consiglio Direttivo della sede territoriale si riunisce su convocazione del Presidente della sede territoriale che ne stabilisce l’Ordine del Giorno o su richiesta di almeno due consiglieri. In questo caso la convocazione dovrà essere fatta dal Presidente entro 7 gg. dalla richiesta. In difetto provvedono i Consiglieri richiedenti. Vale quanto previsto per la validità della convocazione e delle delibere per il Consiglio Direttivo nazionale dal precedente art. 12.

Il Segretario deve tenere l’elenco dei soci della sede aggiornato anche con il pagamento delle quote associative. Cura redazione e tenuta dei verbali della sede (Consiglio Direttivo e Assemblea) cui i soci hanno accesso a richiesta.

I verbali sono a richiesta accessibili anche ai Componenti del Comitato di Presidenza nazionale.

Il Tesoriere deve riscuotere le quote associative e provvedere al loro versamento alla sede nazionale in collaborazione con il segretario e il tesoriere nazionali; in collaborazione con la sede nazionale, deve tenere la contabilità delle attività associative della sede e inviarle tempestivamente al Tesoriere nazionale.

La sede territoriale è autonoma nel gestire le attività territoriali nel rispetto dello statuto, del codice etico e delle linee programmatiche stabilite dal Consiglio Direttivo nazionale e dall’Assemblea nazionale e del Regolamento relativo ai rapporti Sede nazionale/sedi territoriali e deve curare la formazione professionale dei propri soci.

La sede territoriale, in caso di inattività protratta per un biennio, salvo casi particolari, viene chiusa su delibera dal Consiglio Direttivo.

 

Art. 22 – Opzione per l’autonomia patrimoniale delle sedi territoriali

Le sedi territoriali possono anche optare per l’autonomia patrimoniale. In tal caso la sede provvede ad ogni adempimento di legge e fiscale richiesto, connesso e collegato, di cui è responsabile il Presidente territoriale.

L’opzione per l’autonomia patrimoniale e i conseguenti adempimenti devono essere tempestivamente comunicati alla sede nazionale.

La sede, in ogni caso, è tenuta al versamento al nazionale della quota associativa stabilita dal Consiglio direttivo nazionale nonché di parte delle quote di partecipazione a eventi a pagamento, secondo quanto stabilito dal Direttivo Nazionale. E’ in ogni caso tenuta all’osservanza del presente statuto, del codice etico e dei regolamenti.

Laddove la sede territoriale non opti per l’autonomia patrimoniale, è tenuta a prestare ogni collaborazione con il tesoriere nazionale per l’esatta tenuta della contabilità con riferimento alle iniziative territoriali.

 

Art. 23 – Varie

Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea con la maggioranza prevista all’art. 12. In caso di scioglimento, il patrimonio residuo sarà devoluto ai fini di utilità sociale. Per quanto non previsto nel presente Statuto si fa riferimento alle norme di legge vigenti in materia.