Arma di guerra: la violenza sessuale contro i bambini in conflitto. Nuovo Rapporto Save the Children. Roma, 17 febbraio 2021

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Un’analisi dettagliata del rischio per i bambini di vivere violenze sessuali in zone di conflitto tra il 1990-2019. Il nuovo Rapporto di Save the Children dimostra come oggi i minori corrano quasi 10 volte in più il rischio di subire abusi rispetto a trent’anni fa.

L’indagine rivela che 72 milioni di bambini, nel mondo, vivono in zone dove forze armate e gruppi armati sono soliti perpetrare atti di violenza sessuale contro i minorenni. Un numero aumentato di quasi dieci volte dal 1990 e che si attesta stabilmente su tale livello ormai da sette anni a questa parte.

«La violenza sessuale – si legge nel sito di Save the Children – è usata spesso come arma di guerra contro i bambini e gli altri civili proprio per terrorizzare la popolazione, diffondere paura e incutere timore per fini politici e militari, per umiliare determinati gruppi etnici o per punire i civili sospettati di collaborare con i nemici».

Secondo quanto evidenziato dal rapporto, i paesi nei quali il rischio di violenze sessuali contro i bambini per mano di gruppi e forze armate è più alto sono lo Yemen (dove le segnalazioni riguardano l’83% dei minorenni considerati a rischio), la Somalia (56%), l’Iraq (49%), la Siria (48%), la Colombia (24%) e il Sud Sudan (19%).

Il rapporto, lanciato nell’ambito della campagna Stop alla guerra sui bambini, è disponibile sul sito di Save the Children.

Scarica il rapporto: https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/arma-di-guerra-la-violenza-sessuale-contro-i-bambini-conflitto.pdf

Leggi l’articolo completo: https://www.minori.gov.it/it/notizia/violenza-sessuale-contro-i-bambini-zone-di-conflitto-rapporto-save-children