di Anna Berghella
Un altro interessante e stimolante incontro si è svolto nella sede di Sulmona nella sempre più grande famiglia di CamMiNo.
Il 18 ottobre abbiamo affrontato il tema “La filiazione: nodi critici di una grande riforma”: la relazione della Presidente Nazionale ha portato vari spunti critici e di riflessione su quella che è e resta comunque una riforma epocale. E’ seguita la relazione di una nuova amica di CamMiNo, la professoressa Roberta Montinaro, docente di diritto di famiglia presso l’università di Teramo, sede distaccata di Avezzano che ha trattato degli aspetti successori post riforma.
Ci sono voluti più di 66 anni per portare a compimento il disposto dell’art. 30 II comma della Costituzione che già nel 1948 prevedeva che la legge assicurasse ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famigli legittima.
Eppure la legge del 10 dicembre 2012 n .219, rubricata come “Disposizioni in materia di riconoscimento di figli naturali” ha soppresso diversità dello stato di figlio operando un mutamento radicale ma, pur nella unificazione dello status filiationis, non è normativa a che convince del tutto, a partire dalla contraddizione in termini presente nel titolo.
Il 18 ottobre abbiamo affrontato il tema “La filiazione: nodi critici di una grande riforma”: la relazione della Presidente Nazionale ha portato vari spunti critici e di riflessione su quella che è e resta comunque una riforma epocale. E’ seguita la relazione di una nuova amica di CamMiNo, la professoressa Roberta Montinaro, docente di diritto di famiglia presso l’università di Teramo, sede distaccata di Avezzano che ha trattato degli aspetti successori post riforma.
Ci sono voluti più di 66 anni per portare a compimento il disposto dell’art. 30 II comma della Costituzione che già nel 1948 prevedeva che la legge assicurasse ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famigli legittima.
Eppure la legge del 10 dicembre 2012 n .219, rubricata come “Disposizioni in materia di riconoscimento di figli naturali” ha soppresso diversità dello stato di figlio operando un mutamento radicale ma, pur nella unificazione dello status filiationis, non è normativa a che convince del tutto, a partire dalla contraddizione in termini presente nel titolo.
